Questa mattina l’on. Gero Grassi ha incontrato circa 400 studenti dell’IS Besta per parlare con loro del “caso Moro”. L’incontro, fortemente voluto da alcune insegnanti della scuola che avevano avuto modo di assistere ad una analoga conferenza qualche mese fa, è stato seguito con grande interesse da ragazzi ed insegnanti. L’assessore Cabino ha aperto i lavori ricordando ai ragazzi l’importanza della ricerca documentata della verità e la perseveranza nella ricerca della stessa.

L’onorevole Grassi ha esordito dicendo che quello odierno è il suo 359esimo convegno su questo argomento dato che, dopo aver fortemente voluto l’istituzione di una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta, dedica molto del suo tempo a girare l’Italia per divulgare i risultati dei lavori della Commissione e ha sottolineato che quello che dice non è frutto di convinzioni e opinioni personali ma tutto è documentato negli Atti ufficiali della Commissione; ha poi aggiunto che è sempre contento di incontrare giovani studenti perché questa parte della nostra storia  recente raramente si studia a scuola ed è giusto che i giovani la conoscano.  

 

Era, aggiunge, un’Italia molto diversa da quella di oggi, un’Italia in cui erano ancora vivi rancori e problemi irrisolti ereditati dal dopoguerra, tanto che 38 anni dopo i fatti non abbiamo ancora raggiunto la verità. Grassi ha ricostruito minuziosamente i fattiche deviarono il corso della storia repubblicana: il rapimento dell’on. Moro, avvenuto il 16 marzo 1978, la prigionia durata 55 giorni, la sua uccisione e infine il ritrovamento del cadavere avvenuto a Roma, in via Caetani, il 9 maggio 1978.Ha citato nomi, date, connessioni senza bisogno di ricorrere ad appunti o promemoria a dimostrazione della sua appassionata opera di ricerca della verità.

“In meno di tre minuti, si spararono 97 colpi che uccisero due carabinieri e tre poliziotti che costituivano la scorta dell’onorevole. Il tutto senza mai colpire Moro.” Per questo motivo Gero Grassi è convinto che ci fossero altri uomini oltre le BR quel giorno in via Fani ad aspettare Moro. E aggiunge: Moretti, Maccari, Morucci e Gallinari affermano di aver ucciso Moro, ma ognuno di loro dà una versione differente della dinamica dei fatti. La verità, perciò, deve essere un’altra; infattil’omicidio del leader della Dc coinvolge molteplici soggetti, continua Grassi, iniziando dalle BR e arrivando alla P2 e alla mafia, ma anche  Usa e Urss, con la  CIA e il KGB, e i servizi segreti italiani deviati.

Al termine del convegno l’on. Grassi si è complimentato con i ragazzi per l’attenzione con cui hanno seguito e ha ringraziato insegnanti e dirigente per aver dimostrato che la scuola è veicolo culturale di libertà e democrazia. Ha invitato tutti a consultare il suo sitowww.gerograssi.it per accedere agli atti ufficiali della Commissione d’inchiesta.

L’on. Simonetta Rubinato, che ha seguito il convegno seduta tra i ragazzi, come attenta spettatrice, ha voluto intervenire a convegno concluso dicendo che questi incontri fanno bene ai giovani, e che la scuola non deve necessariamente restare fuori dalle discussioni politiche, purché garantisca il pluralismo e soprattutto il rispetto delle idee di tutti, perché l’impegno per la verità sta a ciascuno di noi, ogni giorno.

All’uscita i commenti dei ragazzi sono stati positivi, molti di loro avevano avuto modo di prepararsi all’incontro insieme ai loro insegnanti e si sono detti stupiti soprattutto del fatto che così tante persone appartenenti a schieramenti o organizzazioni ideologicamente distanti abbiano preso parte insieme al delitto e che a distanza di tanti anni non sia ancora stata definita la verità. Non viene meno però la fiducia nelle istituzioni, visto che qualcuno continua a cercare i colpevoli.

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